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Agropoli
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Informazioni Generali: 
Provincia: Salerno

ll promontorio su cui sorge Agropoli vide la presenza dell’uomo sin dal Neolitico. I Greci chiamarono il promontorio Petra ed edificarono su di esso un tempio dedicato ad Artemide, dea della caccia. In età romana ad oriente del promontorio ed alla destra del fiume Testene, si sviluppò un borgo marittimo chiamato Erculea, che fiorì tra il I sec. a.C ed il V d.C.,  allorché il porto della vicina Poseidonia (allora detta dai Romani Paestum) subì un processo di progressivo insabbiamento a seguito del bradisismo litoraneo. Nel corso del VI sec. d.C., poi, i Bizantini ebbero necessità di un approdo sicuro e protetto a sud di Salerno e, pertanto, fortificarono questo sito, dando ad esso il nome di Acropolis, cioè di città posta in alto.

La cittadina rimase in mano ai Bizantini fino all’882, quando cadde in potere dei Saraceni, che vi crearono una temibile base fortificata.  Finchè, nel 915, scacciati i Bizantini, Agropoli passò sotto la giurisdizione dei vescovi, che in quel periodo avevano stabilito la loro sede a Capaccio (vecchia) e fu da essi posseduto, fino ai primi decenni del XV secolo. Agropoli ed il suo feudo fu tenuto dai Sanseverino fino al 1552 e successivamente passò agli Aragona. La città fu particolarmente colpita dalle incursioni barbaresche del XVI e XVII secolo. Nel 1630 gli Agropolesi respinsero l’assalto di 700 corsari turchi.

Oggi la cittadina di Agropoli, che nel corso dell’Ottocento cominciò ad espandersi oltre il perimetro delle mura medievali, conserva intatto il centro antico e gran parte del circuito delle mura difensive col portale d’ingresso seicentesco. Sul vertice del promontorio resta il castello angioino-aragonese (su impianto bizantino del VI sec.), mentre ad ovest dell’attuale porto turistico s’innalza a picco sul mare la torre costiera (XVI sec.) detta di S. Francesco accanto ai resti rimaneggiati dell’omonimo convento.

Velia / Elea - Ascea

Informazioni Generali: 
Provincia: Salerno

Abitato sin dal Neolitico, il territorio di Velia fu colonizzato dai Focesi che vi giunsero nel VI secolo a.C. Sfuggiti nel 546 a.C. all'assedio di Focea (antica città dell'Asia Minore), essi si erano rifugiati in Sardegna dove avevano fondato la colonia di Alalia. Sconfitti dagli Etruschi, i Focesi giunsero nel territorio percorso dal fiume Alento, e acquistarono dagli Enotri il diritto di stanziarsi sull'altura chiamata Velia, riportata e diffusa da Platone come Elea. La colonia era cinta da mura lunghe oltre otto chilometri ed era provvista di due torri che si ergevano ai lati di una porta. Gli scavi hanno portato alla luce un grande complesso termale risalente al Il secolo d.C., una villa urbana di epoca romana e una probabile basilica paleocristiana.

È inoltre emerso un porticato del I secolo a.C. Nota per il buon clima, che la rendeva luogo di soggiorno preferito dai ricchi e da uomini illustri, fra cui perfino Cicerone, Velia costruì la sua fortuna essenzialmente sul commercio e sull'attività marinara. Nel III secolo a.C. e nel 62 d.C. la città subì devastanti inondazioni, ma la più disastrosa fu quella del V sec. che causò l'interramento del quartiere meridionale e la scomparsa della basilica paleocristiana.

All’ approssimarsi dell'esercito longobardo gli abitanti di Velia abbandonarono la parte antica della città, che si ripopolò soltanto dopo che gli invasori si furono convertiti al Cristianesimo. Da quel momento giunsero a Velia numerosi monaci italo-greci che non esitarono a usare importanti frammenti marmorei per costruire le proprie case e la Chiesa di San Quiricio. Oggigiorno la voce più importante dell'economia del luogo è il turismo, attivo soprattutto a Marina di Ascea. Ad attrarre i visitatori in questa località, tuttavia, non è solo la bellezza del mare ma anche la ricchezza del patrimonio archeologico e il buon livello delle strutture ricettive. Altra risorsa economica importante è l'agricoltura, i cui prodotti principali sono l'olio e le castagne.
 

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