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Dieta Mediterranea
Se la "semplicità" nella
preparazione delle pietanze e la "fantasia" (tipica degli Italiani ),
hanno contribuito a rendere la gastronomia delle varie Regioni italiane unarte
famosa nel mondo, i piatti "poveri" del Cilento e larte di
"arrangiarsi" in cucina (tipico delle donne di questa terra che, spesso,
dovevano fare i conti con una economia che non garantiva nemmeno il minimo delle materie
prime per il quotidiano sostentamento), hanno reso famosi nel mondo i prodotti del
Cilento, grazie, soprattutto, alla osservazione che, negli anni 50, un celebre
nutrizionista americano, Ancel Keys, aveva fatto sulla popolazione del Cilento (ove era
giunto al seguito della quinta armata), dove aveva notato una minore incidenza di alcune
patologie, rispetto agli Stati Uniti. Il successo della dieta
mediterranea si ebbe proprio negli Stati Uniti negli anni 70, quando gli scienziati
USA diedero grande risalto alla prevenzione di alcune patologie (tipiche della società
industriale che aveva fatto abuso di grassi, di carboidrati e di proteine) con
lalimentazione studiata da Keys nel Cilento.
Il prof. Donato Lauria (che vive, spesso, ad Agropoli) e collaboratori,
hanno messo in evidenza che la dieta a base di cereali, verdure, frutta e pesce, provoca
un abbassamento del colesterolo aterogeno e previene le malattie cardio-vascolari, ed in
particolare lateriosclerosi, lipertensione, linfarto del miocardio e
lictus emorragico. Lolio di oliva ed il pesce (alimenti
principali della dieta delle popolazioni della zona costiera del Cilento), rappresentano,
grazie al loro contenuto di acidi eco-esa-pentanoici), la migliore difesa delle arterie
dagli insulti della malattia ateriosclerotica.
Testi: Pro Loco Agropoli
I Prodotti Tipici Del Cilento LA MOZZARELLA INTEGRALE
DI BUFALA
Latticino tipico della Campania
ottenuto con latte esclusivamente di bufala,
ovvero con latte misto di bufala e vacca oppure soltanto di vacca (risultando in
quest'ultimo caso, relativamente più magro); si prepara una cagliata che, spezzettata,
privata del siero e fatta maturare per alcune ore, viene immersa in acqua alla temperatura
di 80-90° e manipolata in modo da ottenere una specie di cordone filamentoso da cui si
ricavano le varie forme e pezzature. La semplice descrizione di come
vengono prodotte le mozzarelle di bufala non può certo esprimere tutta l'arte e la
sapiente manualità che i "mozzarellai" riescono ad esprimere tutti i giorni con
semplici gesti che si ripetono da secoli. Oggi come cent'anni fa, magnifici esemplari di bufale pascolano
libere in un habitat ideale, in grado di metterle nella condizione di produrre il latte
che, conferisce alle mozzarelle campane una qualità, un sapore, una consistenza
inconfondibili, che ne fanno una vera e propria opera d'arte gastronomica. Vocabolario
della lingua italiana, Istituto della
Encicloperia Italiana Giovanni Treccani vol. 11, pag. 330.
L'OLIVO E
L'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA
Un mito greco attribuisce ad Athena la creazione del
primo olivo, che sorse nellacropoli a protezione della città di Atene. Per le mitiche origini, ma principalmente per la sua
utilità economica e alimentare, lolivo ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale
nella cultura, non solo agraria, di questi popoli. Fin dai tempi più remoti era coltivato nei paesi del
Mediterraneo, come dimostrano antichi scritti e le attrezzature per lestrazione
dellolio ritrovate nei territori abitati da antiche civiltà.
In Italia esso fu introdotto, intorno al VII sec. a.C.
con larrivo dei primi coloni greci, prima in Sicilia e poi in tutta la Magna Grecia. I Romani furono grandi consumatori di olive che
conservavano in salamoia, nellolio e nellaceto. Se ne cibavano a fine banchetto accompagnandole al vino;
lolio, si sa, rallenta lassorbimento dellalcool.
Il paesaggio cilentano, così come tutte le altre zone a
clima mite, è caratterizzato dalla massiccia presenza della pianta dolivo. Oggi la qualità più nota
del Cilento è quella di Pisciotta, prodotta in quasi tutta larea del Parco
Nazionale.
Lolio vergine ed extravergine è di elevata qualità, di grande
pregio nutrizionale ed è ottimo nei sughi e per le fritture. Ha colore giallo-verde, sapore di fruttato
leggero, nessuna sensazione di amaro e si mantiene mediamente per tre mesi dopo la
spremitura. Numerosissime sono le
aziende agricole del Cilento che si dedicano alla sua produzione biologica.
IL
LIMONCELLO
Il limoncello, estratto
dalla buccia di limone con un procedimento semplicissimo quanto antico, è un liquore che
per la sua naturalezza e fragranza porta tutto il profumo e le tradizioni di queste terre
costiere.
Molto probabilmente la ricetta fu inventata sulla Costa dAmalfi in luoghi
dove la pianta, splendidamente integrata, viene coltivata con il tipico metodo a
terrazzamento.
Data la particolarità del
suo sapore e profumo, ha conosciuto negli ultimi quindici anni un aumento di produzione
vertiginoso tanto da posizionarsi ai primissimi posti nelle vendite nazionali ed estere. Da qualche
tempo poi, un altro liquore sempre a base di limoni si è affiancato al primo. E la
crema di limoni, cugino povero del limoncello, dal gusto ancora più delicato, che a sua
volta sta conquistando sempre più spazio
Ne sentiremo sicuramente parlare moltissimo in un futuro
prossimo.
IL CARCIOFO
(CYNARA SCOLYRNUS)
Appartiene alla famiglia
delle composite conosciuto solo dal XV-XVI secolo ma largamente coltivato, in modo
particolare in Campania (Piana del Sele), in Puglia Lazio e Sicilia. E' ' una erbacea perenne, con
rizoma sotterraneo, fusto eretto e inflorescenza protette da brattee che, insieme alla
porzione basale, tenera, costituiscono la parte commestibile. Di esso si
conoscono varietà ''rifiorenti'' e "non
rifiorenti" a seconda che fruttifichino una o due stagioni all'anno,
"spinose" e "non spinose", a seconda della presenza o meno di spine sulle
foglie o all'apice delle brattee. Per quanto attiene
le produzioni autunnali vanno ricordate: "Violetta di Provenza", Violetto
spinoso di Palermo", "Campagnano Romano", "Violetto di Napoli",
"Spinoso di Liguria", per le produzioni primaverili: "Violetto di
Toscana" e "Verde di Napoli".
E' un
alimento di primaria importanza, non solo come ortaggio consumato fresco, ma largamente
utilizzato per la conservazione sott'olio sotto aceto, al naturale e per estrarne delle
essenze per ottimi liquori. Esso
può essere preparato: alla giudia, in fricassea, dorati e fritti, al vino bianco, stufati
lessi, crudi in insalata, nel risotto, alla siciliana, tortino di carciofo, alla panna,
ripieni di ricotta, ecc.. E' prezioso per le sue
proprietà medicamentose; indicato soprattutto a sofferenti di lievi disturbi di fegato
perché contiene principi con azione stimolante della secrezione di bile; per la sua
modesta quantità di zucchero se ne concede l'uso ai diabetici.
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